PEER TO PEER
La nuova Hadopi si preoccupa anche di un caso: se l’abbonato a internet non coincide con l’autore “del delitto”, cioè se è una terza parte a utilizzare la connessione per fare peer to peer.
Resta in piedi un secondo appunto, però: la sproporzione tra la colpa e la pena, cioè tra peer to peer e la sospensione dell’accesso internet, perché il Consiglio considera quest’ultimo un diritto inalienabile dei cittadini”, spiega Guido Scorza, avvocato tra i massimi esperti di internet e diritto d’autore.
È impensabile che i tribunali vengano sommersi da cause contro utenti peer to peer (problema che la prima Hadopi pensava di aggirare appunto con un’Autorità dai super poteri).
È possibile quindi che si farà come già avviene ora in Italia: cause contro gli utenti che più creano problemi al diritto d’autore, cioè quelli che hanno un proprio server peer to peer o che condividono una grande quantità di album (magari “pre-release”, cioè prima che escano nei negozi).
Fonte: www.repubblica.it
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